Delle lettere Taft parla come del luogo di sfogo (outlet) di Rank. Il quale aveva, scrive, la capacità, che pochi uomini hanno, di sopportare la solitudine.
Veniamo anche a sapere quale libro, tra quelli da lui scritti, Rank valutasse di più: non i volumi di tecnica psicoterapeutica (alcuni dei quali la stessa Taft aveva provvede a tradurre in inglese) ma Arte e Artista, uno studio che rimane ancora non tradotto in italiano.
In una lettera a Jessie Taft, Rank spiega i motivi che presiedono alla costruzione delle illusioni. Noi, scrive Rank, amiamo rendere illusoria ogni cosa, perché in questo modo la facciamo nostra. È appunto quanto il nevrotico non sa fare. Rendere la realtà illusoria significa trasformarla in gioco e il gioco è la nostra creazione quotidiana (Taft 1958, p. 208).