Analizzata da Jones in modo non continuativo (in particolare a causa di una tubercolosi di lei) negli anni 1916-1921, inizia presto a esercitare e a tradurre Freud in inglese.
Diventa la prima psicoanalista della British Society of Psychoanalysis a non avere titoli accademici.
L'analisi con Jones si dimostra a un certo punto insoddisfacente e allora Joan Riviere entra in analisi con Freud per poi ritornare a esercitare a Londra.
Il suo arrivo a Vienna è preceduto da una lettera, inviata a Freud il 22 gennaio 1922, in cui Jones fa un resoconto clinico della sua ex-paziente.
Freud comprende le potenzialità della Riviere e la sua utilità come traduttrice. Joan Riviere viene allora nominata Translator Editor dell'International Journal of Psycho-Analysis, carica che mantiene finoa al 1937.
Joan Riviere ricorda come, nella prima ora di analisi con Freud (l'anno è il 1922), proprio questi fosse stato il primo a parlare. «Bene, so già qualcosa sul suo conto: lei ha avuto un padre e una madre!» disse nell'occasione il padre della psicoanalisi. È interessante, a riguardo, il commento tra le righe della Riviere. L'intervento di Freud (il suo aprire l'ora analitica parlando) era «contrario alla regola». C'è di che avvalorare l'ipotesi di Kardiner sull'atteggiamento analitico di Freud.
Sull'International Journal of Psychoanalysis pubblica "Womanliness as a masquerade" (1929), "Jealousy as a mechanism of defence" (1932), "A contribution to the analysis of a negative therapeutic reaction" (1936), "On the genesis of psychic conflict in earliest infancy" (1936).
Del 1937 sono i due lavori (Odio, avidità e aggressività di Riviere, Amore, colpa e riparazione di M. Klein) pubblicati nel volume Amore, odio e riparazione (Hogarth Press).
Analista di Winnicott e Susan Isaacs, negli anni trenta e quaranta lavora a stretto contatto con Melanie Klein. Negli anni cinquanta i rapporti tra le due psicoanaliste subiscono un certo raffreddamento.