

Ogni intoppo non chiarito durante l'analisi è colpa dell'analista.
In nessun caso si può far derivare la dinamica della guarigione dal fatto che il materiale diventi conscio.
Helene Deutsch critica quella che lei ritiene essere la premessa reichiana in fatto di tecnica analitica. Secondo Reich, scrive Helene Deutsch, ogni analisi dovrebbe iniziare da una discussione del transfert negativo. Tale presupposto, però, si trova in contraddizione col metodo psicoanalitico della libera associazione.
Reich sul silenzio in analisi
Nel famoso silenzio analitico cadono quegli analisti che a volte non sono in grado di controllare il proprio sadismo. Ciò ha relazione con la concezione di Reich secondo cui ogni intoppo non chiarito in analisi va addebitato all'analista. Il silenzio dell'analista, letto in questa prospettiva, può segnalare una resistenza dell'analista all'analisi. Come avrebbe sostenuto per altri versi anche Lacan in analisi chi resiste è l'analista. Va sottolineato come, nella prospettiva abbracciata da Reich, il paziente non possa non comunicare. Dunque anche il suo modo di tacere è un modo di dire. Anche se non associa liberamente, il silenzio del paziente produce comunque materiale. E' colpa dell'analista, scrive Reich, se egli non è in grado di utilizzare il comportamento del paziente come «materiale».
Estratto da I silenzi e la psicoanalisi. Rassegna bibliografica, a cura del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, coordinata da Giorgio Antonelli, in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, 43, Napoli, Liguori, 1998.
OPERE
Pubblicate in Italia da SugarCo
AUTOBIOGRAFIA
Wilhelm Reich, Passioni di gioventù. Un'autobiografia 1897-1922 (ed. it. 1990)
EPISTOLARIO
Alcune lettere sono incluse nel testo Reich parla di Freud, SugarCo, Milano, 1979.
BIOGRAFIA
Myron Sharaf, Fury on Earth. A Biography of Wilhelm Reich, 1983
Aldo Carotenuto, "Wilhelm Reich: La scoperta del corpo",
in Trattato di psicologia della personalità e delle differenze individuali, Milano, Raffaello Cortina, 1991