Qualcosa ha fatto recedere in me la coscienza dell'Io e il desiderio di curare, o persino di sradicare i sintomi.
Oggi non è più mia intenzione migliorare il paziente, eliminando quei sintomi che gli causano sofferenza o che lo inducono a far soffrire gli altri.
Il mio obiettivo è quello di star seduto ad ascoltare, tentando di individuare in quale direzione si svilupperà la persona.
Sono giunto a questo atteggiamento, molto più passivo, relativamente tardi nella mia vita.