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Ottavio Rosati

Intervista multistrato ad Aldo Carotenuto

con il librodramma "Freud, Jung e Sabine Spielrein" dal programma di Raitre "Da Storia nasce Storia"

(Estratto)

Ottavio: Quali sono in linea di massima, a parte quello che abbiamo appena menzionato, i fattori che possono rallentare o boicottare il successo di una psicoanalisi? La pressione dell'ambiente, la paura di farsi carico della propria lìbertà, l'invidia o che altro?

Aldo: Concordo con il pensiero di Jung (perche l'ho effettivamente constatato in lunghi anni di professione analitica) che la resistenza maggiore al progresso in analisi sia la paura della libertà e dell'autonomia. L'esperienza analitica è una scuola di libertà, simile alla maieutica socratica, in cui ognuno è posto dinanzi a se stesso e alla sua vera natura. La possibilità di divenire l'artefice del proprio destino, questo è ciò che fa veramente paura. È più tranquillizzante credere che non si possa raggiungere la propria felicità o le proprie mete perché il mondo ci ostacola e gli altri ci tradiscono sempre...

Ottavio: In futuro la psicoterapia sarà la stessa di oggi?

Aldo: No. Sarà completamente diversa. Scompariranno quelle che si chiamano le scuole di psicoanalisi. Il futuro scenario vedrà il tentativo di curare i sofferenti nel modo più breve possibile. Chi soffre veramente resterà al di fuori del circuito analitico, cercherà altri saperi, altre forme di terapia.

Ottavio: Ma resterà comunque una élite di psicoanalisti veri e propri?

Aldo: Un'élite di pazienti e un'élite di psicoanalisti che continueranno ad andare avanti per la loro strada.