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Georg Groddeck

psicoanalista selvaggio


Dottore in medicina nel 1889, inaugura il Sanatorium nel 1900. I pazienti, che lo ribattezano Satanarium, gli fanno scoprire gli scritti di Freud. Nel 1913 legge La psicopatologia della vita quotidiana e L'interpretazione dei sogni. Fa autoanalisi e inizia una corrispondenza col Freud nel 1917 (pubblicata da Adelphi nel 1973). Nello stesso anno pubblica Determinazione psichica e trattamento psicoanalitico delle affezioni organiche, recensito da Ferenczi. Nel 1920 diviene membro della Deutsche psychoanalytische Gesellschaft. Intrattiene anche uno scambio epistolare con Ferenczi a partire dal 1921 e fino all'anno della morte dello psicoanalista ungherese. Nell'edizione di queste ultime (Astrolabio 1985), che riproduce l'edizione francese, sono anche riportate lettere di Groddeck alla moglie di Ferenczi e di Frédéric Kovàcs a Vilma Kovàcs.




BIOGRAFIA

Wolfgang Martynkewicz Georg Groddeck. Una vita, 1999, Il Saggiatore, Milano, 2005

Carl M. Grossman - Sylvia Grossman, Groddeck: l'analista selvaggio, Tattilo, Roma, 1973


Links

Georg Groddeck (in italiano, con links e bibliografia)


EPISTOLARIO

Sigmund Freud - Georg Groddeck, Carteggio Freud-Groddeck, Adelphi, Milano, 1979

Sandor Ferenczi - Georg Groddeck, Corrispondenza 1921-1933, Astrolabio, Roma, 1985



Una lettera di Groddeck su Ferenczi

Groddeck scrive a Gizella, moglie di Ferenczi, una lettera (datata 19 febbraio 1934) in cui espone il proprio punto di vista sullo psicoanalista ungherese. “Talvolta “scrive Groddeck “ho cercato di richiamare la sua attenzione sul pericolo della strada che aveva intrapreso; ma non si poteva aiutare Sándor, più di quanto fosse possibile arrestare un torrente impetuoso coll’incavo della mano”. Cosa intende dire Groddeck? Intende forse dire che è stato Ferenczi, con la sua inflessibile e abissale esplorazione del mondo, a portare alla morte se stesso. “Davanti a me” continua Groddeck “ha usato l’espressione: io atomizzo l’anima. Ma una tale atomizzazione, se viene tentata seriamente, non può che concludersi con una dissoluzione di se stessi, giacché l’altro uomo è e resta per noi un mistero; noi non possiamo atomizzare che la nostra stessa anima, e questo ci distrugge”.

Adattato da:
Giorgio Antonelli,
Il mare di Ferenczi. La storia, il pensiero, la vita di un maestro della psicoanalisi, Roma, Di Renzo Editore, 1997






Martin Grotjahn, Georg Groddeck. The Untamed Analyst, in F. Alexander-S. Eisenstein-M. Grotjahn (a cura di), Psychoanalytic Pioneers, 1966 (nuova ed. 1995).