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"La profezia di Goethe"

Sulle implicazioni psicologiche derivate dall'applicazione delle nuove tecnologie di fecondazione assistita.

Nel Faust, testo poetico e profetico, Goethe inserisce la figura di Homunculus, il prodotto tecnologico che non sopravvive all'incompletezza della sua nascita. Nel mondo contemporaneo ciò che rischia di non sopravvivere all'impiego delle tecnologie di procreazione assistita è il rapporto di coppia inteso nei suoi significati più profondi.

(Estratto)

"Se negli anni Sessanta, mediante l'uso dei contraccettivi, si era separata la sessualità dalla procreazione, oggi, con le nuove tecniche di fecondazione assistita, si separa la sessualità dalla relazione"......"Nuove forme di solitudine si affacciano: identità virtuali per rapporti e sessualità virtuali"......"Concepire in solitudine sembra essere lo scenario prossimo venturo"......"Nascere lontano da Eros, dal frastuono della follia erotica, nel silenzio, ricorda troppo da vicino il momento del congedo. La sessualità è principio di unione, prima tra gli individui nell'accoppiamento, poi tra i gameti e non il contrario. Scavalcare, oltrepassare il rapporto per arrivare subito al prodotto può essere pericoloso, può rendere il figlio simile ad un bene acquistato e non conquistato. Goethe ci ammonisce : l'homunculus concepito in una provetta muore infrangendo la fiala contro la conchiglia di Galatea nella ricerca disperata dell'ebrezza orgasmica proprio per cercare di assomigliare ad un uomo. Ci ricorda Andrew Martin, l'androide protagonista del racconto di Isaac Asimov The Bicentennial Man: è il robot perfetto che pur di raggiungere totalmente la somiglianza con l'uomo rivendica il diritto di morire"