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Futuri psicologi a teatro, a teatro. Seminario su Psicologia e Teatro


(Estratto)



Il complesso appartiene alla specificità dell’individuo e in tal senso promana dall’inconscio personale ma poiché s’innesta sempre su figure archetipiche, si colloca nell’inconscio collettivo.

Essendo autonomi i complessi anche il processo identificativo lo sarà. In tal senso anche se Jung non lo esplicita, possiamo ipotizzare che avesse in mente un qualche tipo di similitudine fra il lavoro analitico e il teatro, visto che per lui una delle funzioni dell’analisi è quella di collegare fra loro i complessi, e i complessi con l’Io - anche l’Io viene visto come un complesso - al fine di raggiungere la padronanza del Sé.

Non c’è dubbio che anche per Freud il rapporto dello spettatore con quanto accade sulla scena sia regolato dal meccanismo dell’identificazione. L’accezione è tuttavia riferita, coerentemente con la sua teoria, alle vicissitudini pulsionali. I personaggi del teatro, nell’ottica freudiana, offrono allo spettatore un supporto e un’identità, un mezzo per dire ed essere qualcosa d’altro, una maschera che consenta ogni sorta di metamorfosi e camuffamento...