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Il denaro e il suo valore

(Estratto)



La relazione terapeutica implica un rapporto professionale e non amicale, e gli onorari vengono corrisposti non per compensare la disponibilità e l’atteggiamento empatico di collaborazione verso il paziente, ma per retribuire il tempo e la professionalità che vengono dedicati in modo esclusivo.

Circa “il senso di colpa” dello psicoterapeuta è stato detto che il parlare dell’onorario genera a volte in lui imbarazzo: ci si inibisce come se la professione che si esercita debba rientrare in una dimensione di volontariato perché è una lavoro con e per l’altro. Nella relazione psicoterapeutica c’è un soggetto che aiuta ed un altro che riceve, se ci fermassimo a ciò saremmo in un ambito filantropico, ma nel momento che questo aiuto, poiché è un servizio offerto, viene ricompensato secondo regole e costi stabiliti, non infrange l’antica motivazione che spesso conduce a scegliere questa professione: aiutare l’altro in un percorso interiore verso il superamento di un disagio.

Il pagamento svolge invece una funzione terapeutica molto importante, in quanto definisce i ruoli in una relazione adulta e responsabilizzante.

La motivazione del denaro, tuttavia, non può essere prioritaria.

Il desiderio di aiutare, dice Carotenuto, è alla base della psicoterapia, “l’interesse terapeutico è intrinseco al fatto che svolgo un’attività la cui soddisfazione è legata al mio bisogno di ogni potenza salvifica, … un fatto estrinseco può essere dato, per esempio, dal fatto che il paziente sia in grado di pagare un onorario molto alto, ma un fatto del genere non costituisce per me una molla sufficiente.” Il bisogno di onnipotenza salvifica è la molla principale in questo ed in altri casi, il fattore economico è un fatto esterno, non esaustivo, che interviene e diventa anche un investimento che il paziente fa per se stesso.

La psicoterapia, come per alcuni aspetti anche l’insegnamento, soprattutto quello rivolto alla fase evolutiva, si poggiano sulla relazione che incide nella riuscita dell’intervento, e quindi sono entrambi professioni che non possono essere motivate esclusivamente dal denaro, che resta comunque una motivazione anche se non prioritaria perché esso serve a tutti per vivere, altrimenti il messaggio sarebbe falso. Il contattare i contenuti profondi, entrare nell’intimità dell’altro, occuparsi del suo disagio, della sua crescita in un rapporto di fiducia e collaborazione, tutto ciò sembra colludere, ma erroneamente, con un’ immagine di professionista che chiede un onorario adeguato per la sua prestazione. Nella psicoterapia, come nell’insegnamento considerato prevalentemente nella sua funzione formativa, non c’è il risultato immediato, manca l’evidence, concetto medico che viene introdotto ora nella psicoterapia cognitivo comportamentale. Il processo terapeutico, come quello educativo, proprio perché processo trasformativo avviene nel tempo. Con l’evidence c’è un monitoraggio scientifico relativo all’efficacia dei trattamenti utilizzati e quindi al raggiungimento dei risultati ottenuti. Il pagare la prestazione nell’ambito di una relazione non monitorabile scientificamente sembrerebbe un problema, ma più nell’immaginazione di chi è ostile alla psicoterapia che non nella realtà psichica di chi ha scelto di investire tempo e denaro per se stesso.



Abstract

Il denaro e il suo valore

Abstract: L’atteggiamento verso il denaro ha subito dei cambiamenti nel corso dei secoli. Il denaro è stato considerato espressione della volontà divina, origine e causa di tutti i mali, il ricco è stato il beniamino del Signore oppure la personificazione del demone della ricchezza e dell’avarizia. Nell’alternarsi di queste immagini positive e negative, il denaro rivela la sua natura e perde il suo valore di semplice mezzo di scambio assumendo il significato di simbolo universale ed ambiguo, dove più aspetti convivono in un continuo alternarsi di luci ed ombre. Il denaro rappresenta una sorta di linguaggio con cui vengono espressi sentimenti, emozioni, valori per cui esistono una varietà di tipologie di “comportamenti economici” che vanno al di là dell’uso del denaro come semplice mezzo di scambio. Il denaro entra nella relazione affettiva assumendone paradossalmente la stessa terminologia. Così anche nella relazione terapeutica il denaro occupa un posto importante per il suo aspetto simbolico, e da più autori è stato affrontato il tema dell’onorario, rivisitandone i vari significati e la sua funzione nella relazione paziente terapeuta.

Money and its Value

The attitude towards money has evolved over the centuries. Money was considered expression of divine will or origin and cause of all the ills of the world, the rich being considered either favoured by the Lord or else the personification of the demon of wealth and greed. With the alternation between of these positive and negative images, the nature of money is revealed, losing its value of simple means of exchange and assuming the significance of universal and ambiguous symbol, where more aspects co-exist in an unending alternating of light and shadows. Money represents a sort of language with which sentiments, emotions and values are expressed, for which various typologies of “economic comportments” exist, going beyond the use of money exclusively as a means of exchange. Money enters into the emotional relationship, assuming paradoxically the same terminology. Thus, also in the therapeutic relationship does money assume an important role, due to its symbolic aspect, and many authors have considered the question of the fee, re-examining the various meanings and its function in the patient/therapist relationship.